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    Accompagnamento per anziani: come si ottiene?

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    Accompagnamento per anziani: come si ottiene?

    Accompagnamento per anziani: Come si ottiene? Come si fa a dimostrare che un anziano ha diritto all’indennità di accompagnamento? Ecco la risposta alle tue domande!

    Cos’è l’indennità di accompagnamento?

    Assistere un parente anziano può essere molto complicato, soprattutto se all’invecchiamento si aggiungono delle malattie.
    La Legge viene incontro al cittadino che non è più in grado di svolgere atti quotidiani autonomamente a causa di patologie gravi con delle misure economiche.

    I benefici economici che possono essere richiesti sono tanti e di diverso tipo. Per questo motivo la prima cosa da fare è proprio quella di capire a quale tipo di beneficio si ha diritto. Bisogna stare attenti a non confondere invalidità e handicap e a calcolare correttamente la percentuale di invalidità.

    A queste misure si aggiunge l’indennità di accompagnamento. Si tratta di un sussidio che viene concesso senza limiti reddituali o d’età a chi è incapace di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o che ha bisogno di assistenza continua.

    Come dimostrare che una persona anziana ha diritto all’accompagnamento?

    Tra le patologie che danno diritto all’accompagnamento, il deterioramento cognitivo e fisico a cui vanno incontro le persone anziane è una delle più difficili da dimostrare.
    Alla visita presso la commissione medica non ci si può limitare a dire che il richiedente ha difficoltà a svolgere le attività essenziali, ma bisogna dimostrarlo.

    Quando si parla di patologie che colpiscono le persone anziane, soprattutto se si tratta di patologie intellettive, tutto va attestato e certificato con una documentazione quanto più concreta e recente possibile.
    Quindi la certificazione geriatrica deve dimostrare il decadimento anche tramite dei test specifici.
    Accompagnamento per anziani: come si ottiene? Quali test richiedere?

    Tre test per arricchire la documentazione

    Per arricchire la propria documentazione medica per la visita è possibile richiedere dei test. Si tratta di valutazioni specifiche e dettagliate che possono vincolare la commissione medica dell’Inps o dell’ASL.
    Vediamoli nel dettaglio:

    ADL: test sulle attività essenziali

    Il test ADL (Activities of Daily Living) valuta l’abilità del soggetto nello svolgimento di 6 attività essenziali della vita quotidiana. Si va dal farsi il bagno al muoversi autonomamente e a mangiare. Il punteggio finale sarà compreso tra 0 e 6, dove 0 è per persone con totale autonomia, 6 per la completa dipendenza.

    IADL e PPT: test sulle attività strumentali

    Le principali scale di valutazione per le attività strumentali della vita quotidiana sono la IADL (Instrumental activities of daily living) e la PPT (Physical performance test). Tra le 8 attività strumentali che vengono misurate con questi test vi sono la capacità di capacità di usare il telefono, fare acquisti, cucinare, servirsi dei mezzi di trasporto, prendere i medicinali.
    Anche in questo caso più il punteggio è alto più la persona non è autonoma.

    MMSE: test sulle capacità cognitive

    Il test MMSE è il più complesso, perché valuta sia i disturbi intellettivi che l’oggettivo deterioramento cognitivo. Il punteggio va da 0 a 3, con lo stesso funzionamento dei test che abbiamo visto prima. Questo tipo di analisi è indispensabile per capire se l’anziano ha perso la memoria, il senso dell’orientamento o la capacità di linguaggio.

    Cosa fare se la commissione medica non riconosce l’accompagnamento?

    Come abbiamo visto in questo articolo, limitarsi a dire cosa l’anziano non è più in grado di fare non è sufficiente. Presentare delle certificazioni del geriatra permette di vincolare un po’ di più il verdetto finale.
    Ma cosa fare se la commissione medica non riconosce l’accompagnamento? Occorre rivolgersi subito ad un avvocato e fare ricorso entro sei mesi dal verdetto.
    Noi di Risarcimenti & Rimborsi siamo pronti ad ascoltare la vostra storia e a batterci per i vostri diritti!
    Abbiamo grande esperienza nei ricorsi contro l’Inps e studieremo il vostro caso con l’attenzione e la cura che merita, offrendovi tutto il supporto necessario.

    Richiedi subito la tua consulenza gratuita contattandoci tramite il form o inviando un’email a info@risarcimentierimborsi.it.

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