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    Caregiver o amministratore di sostegno?

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    Caregiver o amministratore di sostegno?

    caregiver o assistente di sostegno

    Caregiver o amministratore di sostegno? Di cosa si occupano? Che poteri hanno? Che differenza c’è tra queste due figure? Scopriamolo insieme!

    Il caregiver

    Caregiver è un termine inglese che non ha una traduzione precisa in italiano. Traducendo alla lettera, vuol dire “colui che si prende cura“. Con caregiver infatti si indica chi offre continuativamente cure ed assistenza ad un’altra persona.

    Il caregiver è quindi quella persona che, a titolo gratuito e fuori dall’ambito professionale, si occupa dell’assistenza di un figlio, genitore o altro familiare disabile o comunque di qualcuno che sia non autosufficiente.

    Di cosa si occupa il caregiver?

    Essere un caregiver è molto faticoso e stressante, sia a livello fisico che psicologico, con forti ripercussioni sulla vita sociale.

    Le funzioni del caregiver infatti possono essere molto diverse, a seconda delle necessità della persona assistita. Le mansioni più comuni vanno dalla compagnia alla cura della casa e della spesa, dalla somministrazione dei farmaci all’igiene personale.

    Vediamo qui di cosa si occupa il caregiver nello specifico:

    • Assistere il malato
    • Acquistare e somministrare farmaci e terapie
    • Prendersi cura degli atti essenziali della vita, aiutando l’assistito a vestirsi, lavarsi, cucinare
    • Occuparsi del disbrigo pratiche
    • Occuparsi delle visite mediche specialistiche

    Cosa dice la legge?

    Come abbiamo visto, il caregiver è una figura sottoposta a forte stress e con grandi responsabilità. Spesso il caregiver è costretto ad abbandonare il lavoro per dedicarsi alla cura del parente bisognoso.

    Purtroppo però questa figura non trova ancora una tutela adeguata nella legge italiana. L’unica misura a sostegno dei caregiver attualmente è rappresentata dalle minime tutele previste dalla legge n. 104 del 1992.

    Questa legge non prevede un vantaggio economico, ma assistenziale. Si tratta cioè di misure (economiche e non) per garantire la giusta assistenza alla persona in questione. Un esempio di queste misure sono i giorni di permesso dal lavoro che un caregiver può chiedere per assistere il beneficiario.

    Nei casi più gravi, è possibile anche richiedere tre mesi di permesso o un congedo straordinario da lavoro fino a 2 anni.

    L’amministratore di sostegno

    A differenza del caregiver, l’amministratore di sostegno è un istituto giuridico disciplinato dal codice civile, introdotto nel 2004. La funzione dell’amministratore di sostegno è quella di affiancare il soggetto privo del tutto o in parte di autonomia, con la minore limitazione possibile della capacità di agire.

    Scopo della legge è quello di proteggere le persone fragili e aiutarle tramite un amministratore che gli dia sostegno, soprattutto nella gestione patrimoniale e finanziaria.

    L’amministratore di sostegno è sempre nominato dal Giudice Tutelare. Può essere un familiare, ma anche un soggetto terzo, estraneo alla famiglia, soprattutto per persone che vivono da sole oppure se vi è un contrasto tra i congiunti.

    Di cosa si occupa l’amministratore di sostegno?

    L’amministratore di sostegno si occupa essenzialmente di due grandi macro aeree:

    • cura della persona, intesa sia come cura della salute (eventuali scelte sanitarie) sia come gestione degli aspetti relazionali e sociali (scelta del luogo dove vivere)
    • cura del patrimonio, riferita alla gestione reddituale e patrimoniale del beneficiario (amministrazione di beni mobili e immobili, pensioni, stipendi) volta alla conservazione delle risorse finanziarie dello stesso e al soddisfacimento delle ordinarie esigenze di vita.

    L’amministratore di sostegno durante il proprio incarico deve tenere sempre a mente non solo gli interessi principali del beneficiario, ma anche i suoi desideri ed aspettative.

    Caregiver o amministratore di sostegno: che differenza c’è?

    Come abbiamo visto, sono tante le caratteristiche a differenziare il caregiver dall’amministratore di sostegno.

    Mentre il caregiver non è ancora riconosciuto da una legge specifica, l’amministratore di sostegno è un istituto giuridico. Quest’ultimo infatti deve essere nominato da un Giudice Tutelare e a lui dovrà fare rendiconti annuali. Il caregiver invece deve essere necessariamente un familiare e non è richiesta una nomina di particolare formalità.

    Per la nomina dell’amministratore di sostegno è sempre bene rivolgersi ad un avvocato che predisponga il ricorso al Giudice Tutelare indicando espressamente la persona di fiducia che assumerà l’incarico a tutela del soggetto beneficiario (di solito un genitore o un parente).

    Se necessiti di consulenza o assistenza per la redazione del ricorso, puoi contattarmi telefonicamente o a mezzo email. Sarò lieto di consigliarti al meglio!

    Noi di Risarcimenti & Rimborsi siamo pronti ad ascoltare la tua storia e a batterci per i tuoi diritti!
    Studieremo il tuo caso con l’attenzione e la cura che merita, offrendoti tutto il supporto necessario.

    Richiedi subito la tua consulenza gratuita contattandoci tramite il form, inviando un’email a info@risarcimentierimborsi.it o chiamaci al 3395496423.

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