a

339 549 64 23

info@risarcimentierimborsi.it

Facebook

Instagram

Via Sorda Samperi, 27
Modica (RG)
P.Iva 05539390871
Copyright 2019 Risarcimenti & Rimborsi.
All Rights Reserved.
 

Che differenza c’è tra invalidità e 104?

Risarcimenti & Rimborsi > Le Nostre Guide  > Che differenza c’è tra invalidità e 104?

Che differenza c’è tra invalidità e 104?

invalidità o 104

Che differenza c’è tra invalidità civile e 104? Si può avere diritto ad entrambe? Come richiedere i benefici economici e assistenziali? Scopriamolo insieme!

Su questo tema c’è tanta confusione e spesso questi due benefici vengono scambiati. Il primo passaggio per il riconoscimento di uno o entrambi questi benefici è infatti lo stesso: il certificato introduttivo redatto dal medico di base. Il certificato fa partire il procedimento per l’accertamento e il riconoscimento dell’invalidità, della cecità, della sordità o anche di un handicap di cui alla legge 104. Bisogna quindi ricordare che anche se la procedura iniziale è la stessa, queste condizioni sono differenti e danno vita a benefici differenti.

Invalidità civile: cosa dice la legge

La legge che identifica gli invalidi civili è la Legge 30 marzo 1971, n. 118, secondo la quale:

si considerano mutilati e invalidi civili i cittadini affetti da minorazione congenita e/o acquisita (comprendenti) gli esiti permanenti delle infermità fisiche e/o psichiche e sensoriali che comportano un danno funzionale permanente, anche a carattere progressivo, compresi gli irregolari psichici per oligofrenie di carattere organico o dismetabolico, insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore a un terzo, o se minori di anni 18, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età.

Dunque, secondo lo Stato italiano, l’invalidità civile è determinata dalla riduzione della capacità lavorativa, misurata con un punteggio in percentuale.
Va specificato che la riduzione non rende impossibile l’inserimento lavorativo. La legge considera la difficoltà di eseguire una determinata attività nei modi e nei limiti considerati per un normodotato.

Riassumendo, l’Inps per il riconoscimento dell’invalidità cerca di rispondere a questa domanda: Quanto lo stato di salute riduce la capacità lavorativa o la quotidianità della persona?

Handicap: legge 104

Diversa è la definizione secondo la legge dello stato di handicap. In questo caso si presta attenzione alla difficoltà d’inserimento sociale dovuta alla patologia o menomazione riscontrata.
La legge di riferimento in questo caso è la Legge 104/92, nota anche come «Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate». Vediamone i primi due punti insieme:

E’ persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.
La persona handicappata ha diritto alle prestazioni stabilite in suo favore in relazione alla natura e alla consistenza della minorazione, alla capacità complessiva individuale residua e alla efficacia delle terapie riabilitative.

Quindi la legge 104, come è comunemente chiamata, considera la condizione di svantaggio sociale della persona gravata da handicap. Si tratta della difficoltà d’inserimento sociale della persona disabile, dovuta alla patologia o menomazione di cui una questa persona è affetta.

Riassumiamo anche stavolta con la domanda per il conferimento dei benefici della legge 104: Che disagio in vita sociale crea lo stato di salute?

Invalidità e 104: quali benefici economici?

Adesso che abbiamo visto che differenza c’è tra invalidità e 104 e come siano definiti dalla legge, diamo uno sguardo anche al risvolto economico. La differenza sostanziale alla base dei due articoli infatti si fa ancora più evidente considerando i benefici economici che possono essere richiesti.

Per l‘invalidità civile abbiamo detto che viene considerata la riduzione della capacità lavorativa o la quotidianità della persona. Per questo motivo la legge ha previsto per gli invalidi civili un beneficio economico, fornito tramite assegno mensile e proporzionato all’invalidità, e altre agevolazioni fiscali.
Nel caso in cui l’invalidità civile sia pari al 100%, il soggetto ha diritto all’indennità di accompagnamento.

Per chi invece risponde ai requisiti della legge 104, non è previsto un vantaggio economico, ma assistenziale. Si tratta cioè di misure (economiche e non) per garantire la giusta assistenza alla persona in questione.
Un esempio di queste misure sono i giorni di permesso dal lavoro che un parente può chiedere per assistere il portatore di handicap.

Invalidità, handicap o entrambi?

La confusione tra queste due leggi e i benefici connessi è aumentata da quando i medici chiedono l’accertamento di invalidità ed handicap con un certificato unico. Ciò comporta un notevole accorciamento dei tempi tecnici e burocratici e meno stress per il richiedente. Il richiedente però in una sola visita deve riuscire a dimostrare di possedere i requisiti necessari per il riconoscimento sia dell’invalidità civile che dell’handicap.
Il rischio è che non ottenga un accertamento giusto e veritiero del suo stato di salute e di ciò che comporta nella sua vita quotidiana e sociale.

Per questo raccomandiamo di preparare la documentazione come se le visite fossero due. In questo modo potrete fornire alla Commissione Medica le giuste documentazioni per soddisfare le condizioni sia per essere riconosciuti invalidi che portatori di handicap.

Cosa fare se invalidità o handicap non vengono riconosciuti?

Nel caso in cui l’Inps abbia respinto a torto la vostra domanda di riconoscimento per l’invalidità civile, non vi consideri portatori di handicap o entrambe, non gettate la spugna. Una visita frettolosa o una documentazione non completa possono essere decisivi ai fini del verdetto, ma è possibile fare ricorso.

In questo caso la tempestività è fondamentale: il verdetto può essere contestato solamente entro sei mesi dalla ricezione. Per questo è importante affidarsi ad un avvocato che studi il vostro caso e che invii il ricorso quanto prima.

Noi di Risarcimenti & Rimborsi siamo pronti ad ascoltare la vostra storia e a batterci per i vostri diritti!
Abbiamo grande esperienza nei ricorsi contro l’Inps e studieremo il vostro caso con l’attenzione e la cura che merita, offrendovi tutto il supporto necessario.

Richiedi subito la tua consulenza gratuita contattandoci tramite il form o inviando un’email a info@risarcimentierimborsi.it.

Nessun Commento

Lascia un Commento

Open chat