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    Come leggere il verbale d’invalidità?

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    Come leggere il verbale d’invalidità?

    Come leggere il verbale di invalidità?

    Oggi vediamo come leggere il verbale d’invalidità di persone tra i 18 e i 67 anni ed interpretarlo in maniera corretta. Il verbale rappresenta la valutazione della Commissione Medica delle condizioni di salute del richiedente. A partire da quanto è stato indicato e barrato nel modulo, il richiedente può infatti avere diritto all’assegnazione o meno di benefici economici.
    Saper leggere correttamente e interpretare il verbale d’invalidità è importantissimo per verificare che vi siano stati riconosciuti i benefici che vi spettano e che la percentuale di invalidità sia stata calcolata in maniera esatta.
    Vediamo subito i cinque esiti che possiamo ottenere e i benefici connessi.

    Non invalido

    Se sul verbale è indicata la dicitura assenza di patologia o con una riduzione delle capacità inferiore ad 1/3, vuol dire che il richiedente è non invalido e che l’invalidità è assente o molto leggera. Si tratta infatti di un’ invalidità inferiore al 30%. In questo caso il richiedente non ha diritto ad alcun beneficio economico.

    Invalidità superiore ad 1/3

    Se sul verbale è indicato invalido con riduzione permanente della capacità lavorativa in misura superiore ad 1/3 (art. 2, L. 118/1971), vuol dire che l’invalidità calcolata va dal 30% al 73%. In questo caso non si ha diritto all’assegno di assistenza mensile. Per questi invalidi è però previsto l’accesso alle prestazioni protesiche connesse alla patologia.
    Inoltre, se l’invalidità è superiore al 45%, il richiedente può accedere alle liste speciali di collocamento, secondo le norme sul diritto al lavoro delle persone con disabilità.

    Invalidità parziale

    Il terzo caso è quello dell’invalidità parziale, con la dicitura invalido con riduzione permanente della capacità lavorativa in misura superiore ai 2/3 (artt. 2 e 13, L. 118/1971). In questo caso l’invalidità va dal 74% al 99%  e si può richiedere l’assegno mensile di assistenza riconosciuto agli invalidi parziali. Gli importi di questo assegno variano di anno in anno e per il 2020 l’importo è di 286,81 euro mensili.
    Per averne diritto occorre soddisfare tutti e quattro i requisiti seguenti:

    • Avere un’età compresa tra i 18 e 67 anni
    • Essere cittadino italiano, cittadino europeo residente in Italia o cittadino extracomunitario con regolare permesso di soggiorno
    • Avere un’invalidità riconosciuta dal 74% al 99%
    • Avere un reddito annuo personale non superiore a 4.926,35 euro e risultare iscritto alle liste di collocamento.

    Invalidità totale

    Nel caso in cui venga riconosciuta un’invalidità del 100%, si parla di invalidità totale. Nel verbale è indicato con questa dicitura: invalido con totale e permanente inabilità lavorativa (artt. 2 e 12, L. 118/1971): 100%. Il richiedente ha quindi diritto alla pensione di inabilità, che per il 2020 è pari a 286,81 euro per 13 mensilità. Questa pensione è concessa agli invalidi civili totali, a condizione che abbiano tutti questi requisiti:

    • Avere un’età compresa tra i 18 e 67 anni
    • Essere cittadino italiano, cittadino europeo residente in Italia o cittadino extracomunitario con regolare permesso di soggiorno
    • Avere un’invalidità riconosciuta del 100%
    • Avere un reddito annuo personale non superiore a 16.982,49 euro.

    Invalidità totale con diritto all’accompagnamento

    Nel caso in cui al richiedente sia riconosciuta un’invalidità totale e la necessità di un’assistenza continua, sul verbale verrà indicato invalido con totale e permanente inabilità lavorativa 100% e impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o con necessità di assistenza continua non essendo in grado di svolgere gli atti quotidiani della vita (L. 18/1980 e L. 508/1988) .
    Si tratta del caso più grave di invalidità e per questo, oltre alla pensione di inabilità, viene concessa al richiedente anche l’indennità di accompagnamento. Per il 2020 l’importo dell’indennità di accompagnamento è di 520,29 euro mensili, ai quali va sommata la pensione di inabilità che abbiamo già visto per gli invalidi totali.
    L’indennità di accompagnamento è un beneficio economico concesso indipendentemente dall’età e dalla situazione reddituale, a patto che il richiedente non sia ricoverato in un istituto con retta a carico dello stato.

    Cosa fare se il verbale non riconosce le reali condizioni del richiedente?

    Sapere come leggere il verbale d’invalidità è fondamentale per interpretare il verdetto e capire se sono stati riconosciuti tutti i benefici che spettano al richiedente.
    Nel caso in cui l’Inps abbia respinto a torto la vostra domanda di riconoscimento per l’invalidità civile o vi abbia riconosciuto una percentuale di invalidità inferiore a quanto vi spetta, non perdete tempo! Entro sei mesi dal ricevimento del verbale è possibile fare ricorso.
    Noi di Risarcimenti & Rimborsi siamo pronti ad ascoltare la vostra storia e a batterci per i vostri diritti!
    Abbiamo grande esperienza nei ricorsi contro l’Inps e studieremo il vostro caso con l’attenzione e la cura che merita, offrendovi tutto il supporto necessario.

    Richiedi subito la tua consulenza gratuita contattandoci tramite il form o inviando un’email a info@risarcimentierimborsi.it..

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