a

    339 549 64 23

    info@risarcimentierimborsi.it

    Facebook

    Instagram

    Via Sorda Samperi, 27
    Modica (RG)
    P.Iva 05539390871
    Copyright 2019 Risarcimenti & Rimborsi.
    All Rights Reserved.
     

    Indennità di accompagnamento: ricorso vinto!

    Risarcimenti & Rimborsi > Le Nostre Vittorie  > Indennità di accompagnamento: ricorso vinto!

    Indennità di accompagnamento: ricorso vinto!

    social-altre-prestazioni

    Oggi parliamo di un ricorso vinto!
    È la storia del sig. Verdi (cognome di fantasia), invalido civile al 100%, che si è affidato a noi per il fare un ricorso e ottenere l’indennità di accompagnamento che gli spettava.
    Sei curioso di saperne di più e capire cosa può fare per te Risarcimenti&Rimborsi?
    Allora continua a leggere! Indennità di accompagnamento: ricorso vinto!

    IL CASO

    Al sig. Verdi, 5 mesi prima di contattarci, era stata riconosciuta dalla Commissione Medica un’invalidità civile pari al 100%, senza il diritto all’accompagnamento.

    Per il sig. Verdi era stato un duro colpo: aveva subito scartato l’idea di fare ricorso, rassegnato e convinto che la valutazione medica non sarebbe mai cambiata.

    Così, quando il sig. Verdi lesse questo nostro articolo su un social, i dubbi e le perplessità circa un ricorso erano ancora forti. Nonostante la sua riluttanza, decise però di saperne di più e ci contattò telefonicamente.

    Dall’altro capo del telefono, il sig. Verdi non trovò solamente un esperto pronto ad esaminare il suo caso, ma anche una persona interessata ad ascoltarlo, a sentire la sua storia dall’inizio alla fine.

    Tra digressioni, domande e rassicurazioni circa un eventuale ricorso, ben presto ricostruimmo insieme i suoi ultimi anni e il suo caso.

    Incoraggiato dalla nostra voglia di dar voce ai suoi diritti, il sig. Verdi decise di richiederci una consulenza gratuita.

    La consulenza

    Per prima cosa, durante la consulenza abbiamo chiesto al sig. Verdi di inviarci il verbale della Commissione Medica (che ricordiamo occorre impugnare entro e non oltre 6 mesi dalla ricezione). Su questo si legge testualmente:

    • Diabete mellito da circa 15 anni, tiroidectomia per gozzo, ipertensione arteriosa, deficit cognitivo;
    • Esame obiettivo: ipoacusia, deficit dell’equilibrio;
    • Documentazione acquisita: visita cardiologica, precedente verbale di invalidità civile, visita neurologica;
    • Diagnosi: cerebrovasculopatia cronica in soggetto iperteso, cardiopatico, diabetico.

    A questo punto gli abbiamo chiesto di trasmetterci tutta la documentazione medica (referti medici, tac, risonanze, verbali di pronto soccorso, cartelle cliniche in caso di ricoveri e lettere di dimissioni), riservandoci qualche giorno per uno studio approfondito della questione e inoltrando il tutto ad un medico legale.

    Vuoi sapere quali sono le patologie più frequenti che danno diritto all’indennità di accompagnamento? Scoprilo con questo articolo.

    Cosa abbiamo fatto per lui?

    Ricevuto il parere del medico legale, secondo cui sussistevano tutti i presupposti per ottenere l’indennità di accompagnamento, il nostro esperto ha subito contattato il sig. Verdi.

    Lo abbiamo informato sul risultato delle nostre ricerche, spiegandogli meglio il perché avrebbe potuto avere diritto alla prestazione previdenziale e soprattutto che avrebbe potuto riceverla addirittura fin dalla data di presentazione della domanda amministrativa (circa 9 mesi prima).

    Gli lasciamo del tempo per pensarci e discuterne in famiglia, ma il sig. Verdi, incoraggiato anche dalle opinioni dei nostri precedenti assistiti, decide dopo poco di fidarsi di noi e affidarci l’incarico.

    In pochi giorni, avendo già studiato la documentazione, abbiamo predisposto il ricorso e lo abbiamo depositato in Tribunale. Lo abbiamo notificato alle parti indicate e soprattutto al medico nominato dal giudice, cosiddetto consulente tecnico d’ufficio, che chiameremo con un nome di fantasia, dott. Rossi.

    All’udienza in Tribunale (in cui non era necessaria la presenza del nostro assistito), sono stati assegnati i termini entro i quali il consulente tecnico d’ufficio avrebbe dovuto effettuare la visita medica e predisporre la relazione.

    Nel giorno stabilito, il sig. Verdi si è recato presso lo studio medico del dott. Rossi, dove è stato sottoposto ad una visita medica congrua, reale e rispettosa dei diritti della persona e volta ad accettare se sussistessero o meno i requisiti sanitari per il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento.

    Conclusa la visita, il sig. Verdi ci ha chiamati, dicendoci di essere rimasto molto soddisfatto dalla visita medica, rispetto a quella piuttosto frettolosa effettuata invece davanti alla Commissione Medica per gli invalidi civili.

    Indennità di accompagnamento: ricorso vinto!

    Dopo 30 giorni ci è stata trasmessa una bozza della relazione, che accertava la sussistenza dei requisiti sanitari necessari per il riconoscimento dell’accompagnamento.

    Dato che non abbiamo dovuto contestare nulla di ciò che era scritto nella relazione, il giudice ha omologato la consulenza tecnica d’ufficio e ha riconosciuto l’indennità di accompagnamento per il nostro assistito, condannando l’Inps al pagamento di tutti i ratei arretrati fin dal momento della presentazione della domanda amministrativa.

    Dopo 10 dieci mesi dal conferimento dell’incarico sono stati accreditati al sig. Verdi tutti i ratei arretrati (18 mesi di rate maturate) e gli è stata riconosciuta l’indennità di accompagnamento per il futuro senza alcun obbligo di revisione.

    Tu o un tuo familiare vi trovate in una situazione simile a quella del sig. Verdi? Siamo pronti ad ascoltare la vostra storia e a batterci per i vostri diritti!

    Richiedi una consulenza gratuita contattandoci tramite il form o inviando un’email a info@risarcimentierimborsi.it.

    Nessun Commento

    Lascia un Commento

    Open chat