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Ricorso indennità di accompagnamento

Il ricorso per l’indennità di accompagnamento è un’azione che viene svolta nei confronti di un provvedimento da parte dell’Inps qualora non riconosca l’invalidità civile di un soggetto.

Bisogna sapere che l’indennità di accompagnamento viene riconosciuta ad un cittadino invalido civile al 100%, a causa di minorazioni fisiche o psichiche che gli impediscono di compiere gli atti quotidiani della vita o di deambulare autonomamente. Quest’ultima attività può essere svolta solo attraverso un’assistenza continua di un accompagnatore. L’indennità può essere concessa anche ai malati oncologici, sia nella fase più avanzata della malattia che durante le chemioterapie, specie quando la patologia non consente di compiere gli atti quotidiani della vita. L’assegno mensile per l’indennità di accompagnamento è di € 517,00 circa.

Il ricorso al giudice può essere presentato avverso il verbale della commissione medica. Potrebbe capitare che la commissione riconosca l’invalidità del cittadino ma non l’indennità di accompagnamento.

Cosa farà per te Risarcimenti & Rimborsi

Il team di Risarcimenti & Rimborsi può richiedere l’indennità di accompagnamento in maniera tale che l’assegno venga riconosciuto a partire dalla data in cui è stata presentata la domanda. Ciò in quanto l’iter completo per il riconoscimento dell’indennità può durare circa un anno. In questo modo, in caso di sentenza positiva, avrai diritto a ricevere l’assegno anche delle mensilità precedenti.

L’iter prevede la presentazione presso il tribunale di residenza del richiedente di un’istanza di accertamento tecnico finalizzata a verificare in via preventiva le condizioni sanitarie del cittadino.

L’importante è agire in fretta in quanto ci sono sei mesi di tempo per presentare ricorso contro la decisione assunta dalla commissione medica.

Ecco perché è fondamentale mettersi subito in contatto con uno studio legale, così da velocizzare le tempistiche per lo studio del caso e l’invio del ricorso.

Il giudice provvederà a nominare un medico in qualità di consulente tecnico a cui spetterà il compito di preparare una perizia, alla presenza anche dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

Anche la relazione del perito, se ritenuta non corrispondente alla realtà, può essere contestata.

Contatta subito il team di Risarcimenti & Rimborsi per ottenere una consulenza gratuita ed assistenza dai nostri legali esperti nel diritto della previdenza sociale. Sarà nostra premura indicarti i documenti di cui abbiamo bisogno per presentare il ricorso.

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